Con il Battesimo e l’Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l’insieme dei « sacramenti dell’iniziazione cristiana », la cui unità deve essere salvaguardata. Bisogna dunque spiegare ai fedeli che la recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale. Infatti, « con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l’opera la fede come veri testimoni di Cristo ».

Celebrazione

 

Il sacramento è celebrato dal Vicario Episcopale di Zona, nella Basilica del Seminario Arcivescovile di Milano, a Vengono Inferiore.

Norme Generali

PADRINI E MADRINE DEL BATTESIMO E DELLA CONFERMAZIONE (O CRESIMA)

  1. E’ usanza antichissima della Chiesa dare al battezzando e al cresimando un padrino o una madrina. I genitori sono i primi responsabili dell’educazione cristiana dei figli con la parola e l’esempio. Il padrino o la madrina sono chiamati a collaborare con i genitori in tale opera educativa e, a volte, a supplire, in rappresentanza della comunità cristiana, alla carenza o alla mancanza dei genitori nella loro missione di educatori nella fede dei figli.
  1. Non si tratta quindi di un compito solo onorifico e limitato al momento della celebrazione del rito; anzi, questo impegno si estende sia alla fase di preparazione al sacramento, sia alla lunga e difficile opera di formazione di una matura personalità cristiana e si realizza con l’esempio personale di una coerente vita cristiana, con la preghiera e con il consiglio (cfr. C.D.C. can. 774 § 2).
    Perciò occorre superare una concezione puramente umana, per cui il padrino o la madrina sono scelti a motivo di vincoli di parentela o amicizia, senza badare affatto alla loro coerenza di vita cristiana e alla capacità di testimoniare la fede.
  1. E’ dovere del parroco appurare se il padrino o la madrina scelti abbiano i requisiti per adempiere il loro compito. (cfr. can. 874; can. 893).
    Perché una persona sia ammessa all’incarico di padrino o madrina, è necessario che:
  • sia scelta dai genitori o da chi ne fa le veci (oppure, mancando questi, dal parroco) e abbia la capacità e l’intenzione di svolgere bene questo ufficio;
  • compiuti i sedici anni (a meno che il Vescovo diocesano abbia stabilito un’età diversa);
    sia appartenente alla Chiesa Cattolica e abbia ricevuto i sacramenti della iniziazione cristiana (il Battesimo, la Confermazione, la Penitenza e l’Eucaristia);
  • conduca una vita conforme alla fede cristiana e all’incarico che assume; in particolare non possono svolgere questo compito coloro che vivono in situazioni matrimoniali oggettivamente irregolari (come i divorziati risposati, i conviventi, coloro che hanno contratto matrimonio solo civile) oppure coloro che hanno abbandonato completamente la pratica religiosa o che, avendo ripudiato la fede cattolica, aderiscono a sètte o movimenti e organizzazioni contrari alla Chiesa;
  • non sia reso inabile da alcuna pena canonica legittimamente inflitta o dichiarata;
  • non sia il padre o la madre del battezzando o del cresimando.
  1. E’ quindi importante che i genitori tengano presente queste indicazioni nella scelta del padrino o della madrina. E la Parrocchia farà il possibile perché le persone scelte per questo incarico abbiano almeno un incontro, prima della celebrazione del sacramento, affinché venga loro spiegato il significato e i doveri del compito che assumono e anche il senso e lo svolgimento del rito  sacramentale (can. 851 § 2).

INDICAZIONI PER LA CELEBRAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE

Qualche indicazione per la celebrazione del Sacramento della Cresima o Confermazione in Diocesi, in vista di una prassi pastorale sempre più efficace e condivisa.

 

  1. L’EVENTO. La celebrazione della Cresima o Confermazione, che si colloca con tutta la sua ricchezza all’interno dell’Iniziazione Cristiana, è un momento di grande rilevanza per ciascuno dei cresimandi. Lo è inoltre per le loro famiglie, per i loro parenti e per la comunità parrocchiale alla quale i ragazzi appartengono. È però anche un evento che ha una marcata valenza diocesana, poiché richiama fortemente il rapporto con il Vescovo.

 

  1. LA CELEBRAZIONE. Grande cura andrà attribuita alla celebrazione del Sacramento, poiché da questa dipende in larga parte la percezione che i cresimandi e tutti i presenti avranno del Mistero di cui si è resi partecipi. Non si tema di investire tempo ed energie nella sua preparazione, rispettandone ed esaltandone la dimensione autenticamente liturgica. Sarà anche opportuno valorizzare tutto ciò che consente di meglio riconoscere il legame con il Vescovo e l’appartenenza a una comunità più ampia di quella parrocchiale. Non si escluda perciò ma anzi si valuti seriamente, seppur realisticamente, l’ipotesi di celebrazioni presso la chiesa cattedrale (il Duomo di Milano) e nelle chiese centrali cittadine o delle comunità pastorali. Si dia inoltre rilevanza alla scelta del ministro incaricato dal Vescovo. Si raccomandi, infine, l’incontro annuale dei cresimandi/cresimati con l’Arcivescovo presso lo stadio di S. Siro.

 

  1. IL MINISTRO. Esistono criteri precisi per la designazione del ministro della Cresima, derivanti dal principio fondamentale della sua rappresentanza nei confronti del Vescovo. Si devono privilegiare i ministri stabili (Vescovi presenti in diocesi o provenienti da fuori diocesi, con licenza almeno presunta dell’Arcivescovo, presbiteri membri del Consiglio Episcopale Milanese, prevosti dei principali centri della diocesi, figure di particolare rilevanza diocesana: così come indicato dalle disposizioni arcivescovili e riportato sul sito della diocesi e sulla Guida della diocesi. I decani, cui è data facoltà di amministrare nel loro decanato il sacramento della Cresima per gli adulti (a Milano tale facoltà è data ai Prefetti), possono essere designati per amministrare nel loro decanato anche la Cresima dei ragazzi – ad esclusione della propria parrocchia o Comunità Pastorale – nel caso in cui risultasse impossibile la presenza di un ministro stabile. Qualora, poi, si dovesse far fronte ad ulteriori richieste, il Vicario di Settore competente per mandato speciale provvederà a nominare ministri ad actum. Si raccomanda di non concentrarsi esclusivamente su alcune date, per poter usufruire meglio della disponibilità dei ministri stabili. Una segreteria, che fa riferimento al Vicario di Settore e opera in stretto rapporto con i Vicari episcopali di Zona e i decani, è deputata in diocesi a svolgere questo compito di organizzazione (02.8556204; cresime@diocesi.milano.it).

 

  1. Nella celebrazione del Sacramento della Confermazione ha grande importanza il clima di raccoglimento. È bene richiederlo con gentile fermezza e motivarlo. Sarà inoltre importante custodirlo durante l’intera celebrazione, avendo consapevolezza che la celebrazione stessa, se ben condotta, aiuterà a salvaguardarlo. Si abbia a cuore soprattutto il raccoglimento dei cresimandi. Per questo motivo si suggerisce di non prevedere nessun loro intervento prima del momento della Confermazione, affinché l’attenzione sia tutta concentrata sul dono che stanno per ricevere. Si valuti bene anche l’ipotesi che i cresimati leggano alcune intenzione della preghiera dei fedeli, compito questo che può ingenerare qualche ansia eccessiva già in precedenza. Potrebbe essere invece opportuno che i cresimati eseguano insieme un canto dopo la Comunione (scegliendolo preferibilmente tra quelli suggeriti dal Servizio per la Pastorale Liturgica).

 

  1. solennità e SOBRIETà. La celebrazione è già molto ricca di suo. La si valorizzi in quanto tale, dando solennità ai gesti che la costituiscono. È bene invece evitare didascalie sovrabbondanti, riti aggiuntivi, racconti, interruzioni. Se si vuole sottolineare qualche aspetto della celebrazione lo si faccia in modo sobrio. Alcuni gesti che si ritengono significativi possono trovare un’opportuna collocazione in altri momenti e in altre celebrazioni, precedenti o successive. L’abbigliamento dei cresimandi, nel rispetto della libertà, esprima l’importanza del momento e il suo carattere di festa.

 

  1. L’ASSEMBLEA. Per i cresimandi e per i loro parenti sarà motivo di soddisfazione poter contare sulla partecipazione di alcuni rappresentanti della comunità parrocchiale. Sarà un modo per dimostrare la vicinanza e l’affetto di tutta la comunità ai ragazzi e alle famiglie e anche per testimoniare la forte valenza ecclesiale di questo momento. Si invitino perciò, oltre ai catechisti e alle catechiste, anche alcuni membri del Consiglio Pastorale e i componenti la Comunità educante, ai quali si potrebbero opportunamente affidare compiti di animazione della celebrazione.

 

  1. IL LIBRETTO. È ormai prassi lodevolmente diffusa quella di preparare un libretto in occasione della celebrazione del Sacramento della Cresima e di lasciarlo ai cresimandi e ai partecipanti. Per chi fosse interessato, il Servizio per la Pastorale Liturgica offrirà sul sito web della diocesi un format, che potrà essere poi personalizzato da ciascuna parrocchia.

 

  1. I TESTI LITURGICI. Il Messale ambrosiano offre tre schemi a scelta di Messe per il Conferimento della Confermazione: si scelga per la celebrazione uno di questi, quando non è d’obbligo il formulario della festa corrente. È utile segnalare che nelle varie preghiere eucaristiche è previsto il ricordo dei cresimati al momento dell’intercessione per i vivi: lo si valorizzi. Nell’attesa del Lezionario ambrosiano per le Messe Rituali, il libro del Rito della Confermazione presenta una serie di letture: anche in questo caso è possibile scegliere con libertà, rispettando sempre la scansione: lettura, epistola, vangelo. La natura del Tempo Pasquale e di alcune importanti solennità richiede che si utilizzino le orazioni e le letture proprie; tuttavia, è sempre possibile scegliere una di queste letture dal Lezionario proprio della Confermazione.

 

  1. I CANTI. Il canto ha un ruolo molto importante nella liturgia, per questo la scelta dei canti per la celebrazione della Confermazione merita una grande attenzione. Si raccomanda di privilegiare quelli suggeriti per l’occasione dal Servizio per la Pastorale Liturgica (il repertorio si trova sul sito web della diocesi). Nel caso in cui la celebrazione fosse animata da una corale o da un coro di giovani, andrebbe considerato del tutto auspicabile proporre all’ascolto dell’assemblea uno o due brani musicali significativi (identificando con precisione il momento in cui collocarli), ma il principio ispiratore della scelta dei canti dovrà sempre essere quello del coinvolgimento dell’assemblea e del sostegno al canto di tutti. I canti poi siano semplici ma di livello, siano cioè di sostanza sul versante dei testi e capaci di elevare a Dio sul versante della melodia.

 

  1. I LETTORI. La proclamazione delle Letture nella Liturgia della Parola sia particolarmente curata. Qualora si decidesse di affidare questo compito a genitori o parenti dei cresimandi, ma anche a catechisti o educatori, ci si lasci guidare dal criterio della consapevolezza e della chiarezza nella proclamazione. Non è opportuno affidare ai cresimandi questo incarico.

 

  1. IL SERVIZIO LITURGICO. I ministranti siano in numero sufficiente e abbiano un’adeguata preparazione. Soprattutto siano coscienti dell’importanza del momento e della natura della celebrazione. C’è uno stile celebrativo che va custodito e insegnato.

 

  1. LA VOCE GUIDA. Sarebbe molto opportuno poter contare su una figura in grado di svolgere la funzione di voce guida per l’assemblea, una persona cioè che favorisca la partecipazione attiva e consapevole di tutti i presenti, offrendo in modo sobrio e chiaro le indicazioni di volta in volta necessarie, invitando a intervenire quando richiesto dal rito e, se ne avesse la preparazione, sostenendo o guidando il canto come direttore di assemblea.

 

  1. IL RITO DELLA CONFERMAZIONE. Si pongano in chiara evidenza i tre momenti costitutivi del rito della Confermazione: rinnovazione delle promesse battesimali, imposizione delle mani e Crismazione. A questo scopo potrebbe essere utile prevedere subito dopo l’omelia un richiamo sobrio da parte della voce guida allo svolgimento del Rito. Suoni come invito a custodire il raccoglimento e a comprendere meglio il senso di quanto ci si appresta a celebrare.

 

  1. LA CRISMAZIONE. È molto importante, come in verità normalmente accade, che i cresimandi e i padrini sappiano bene che cosa devono dire e fare al momento della Crismazione. Questo permetterà loro di compiere con maggiore partecipazione e senso di responsabilità i gesti del Sacramento. È bene che durante la Crismazione l’assemblea possa ascoltare i nomi dei cresimandi e le parole del ministro (sempre pronunciate al microfono): durante questo momento sarebbe perciò preferibile mantenere il silenzio o accompagnare con un leggero sottofondo musicale. Se si decidesse di eseguire un canto, lo si faccia in modo da non coprire le parole del ministro e comunque da rispettare il raccoglimento richiesto dal gesto sacramentale.

 

  1. LA PRESENTAZIONE DEI DONI. Ciò che si presenta all’altare al momento dell’offertorio è dono per il sacrificio: non si tratta propriamente di realtà simboliche. Si porti perciò all’altare, insieme al pane e al vino, ciò che sarà effettivamente donato alla comunità e soprattutto ai poveri.

 

  1. LE INSEGNE DEL MINISTRO. Al fine di conformare la prassi celebrativa, si ricorda, per quanto riguarda le insegne dei ministri, che i Vescovi utilizzano le loro insegne, come previsto dai libri liturgici, i Vicari episcopali presbiteri mitra bianca e ferula, gli altri ministri solo la ferula. I Canonici del Capitolo Metropolitano porteranno anche la croce pettorale.

 

 

  1. FOTOGRAFIE E RIPRESE. Vi sia un unico fotografo o videooperatore incaricato per la celebrazione, escludendo interventi estemporanei di parenti o amici, che potranno avere il loro spazio al termine del rito. L’incaricato, meglio se in possesso dell’autorizzazione diocesana, svolga il proprio compito con sensibilità e discrezione, in modo da non distrarre cresimandi, padrini e tutta l’assemblea. Si faccia capire ai fotografi che questo è per noi un elemento non secondario e rappresenta un criterio di valutazione della loro professionalità e quindi della la loro scelta.