1. Obbligatorietà

Il Consiglio per gli affari economici è obbli­gatorio per ciascuna parrocchia. Anzi, a termini del can. 1280, ogni persona giuridica deve avere il proprio Consiglio, o almeno due consiglieri, che coadiuvino l’amministratore nell’adempi­mento del suo ufficio.

I1 Sinodo dei Vescovi celebrato nel 1971 ha insistito perché “siano i laici a svolgere le principali funzioni per quanto attiene alle proprietà della Chiesa, ed abbiano parte attiva nell’amministrazione dei suoi beni (La giustizia nel mondo, III, 3: Enchir. Vat., voI. 4, p. 821, n. 1276). Si avrà in tal modo una maggiore corresponsabilità dei laici nella Chiesa, anche nel settore economico, e, d’altra parte, il Clero testimonierà, com’è giusto, il suo effettivo distacco dai beni temporali.

  1. Composizione, durata e attribuzioni

La composizione, la durata e le attribuzioni dei Consigli parrocchiali per gli affari economici, sono regolate oltre che dal diritto universale, dal­le norme emanate dal Vescovo diocesano. Il loro scopo è di prestare aiuto al parroco nell’ammini­strazione dei beni parrocchiali e in tutta l’attività economica “ad normam iuris”. E, a norma del di­ritto, è il parroco il rappresentante giuridico della parrocchia e l’amministratore nativo dei suoi be­ni (can. 522).

In analogia col can. 492, relativo al Consi­glio diocesano per gli affari economici, il Consi­glio parrocchiale, presieduto dal parroco, sarà composto da almeno tre fedeli, esperti in materia economica e in diritto civile e di provata rettitu­dine, oltre che solleciti degl’interessi della Chie­sa.

IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO ECONOMICO PARROCCHIALE

Ecco il testo del “Re­golamento” emanato dal Card. Ugo Poletti, Vica­rio di Roma, con Decreto del 21 settembre 1985: X.           OCHOA, Leges Ecclesiae, VI, n. 5142, coll. 9192-9 193.

Art. 1 – La natura: “Il Consiglio Parrocchiale per gli affari economici della Parrocchia (C.P.A.E.), costi­tuito dal Parroco in attuazione del can. 537 del Codice di Diritto Canonico, è l’organo di partecipazione dei fedeli nella gestione economica della Parrocchia”.

Art. 2 – I fini: “Il C.P.A.E. ha i seguenti scopi:

  1. Coadiuvare il Parroco nel predisporre il bilan­cio preventivo della Parrocchia, elencando le voci di spesa prevedibili per i vari settori di attività e indivi­duando i relativi mezzi di copertura;
  2. Approvare alla fine di ciascun esercizio, nel previo esame dei libri contabili e della relativa docu­mentazione, il rendiconto consuntivo;
  3. Verificare, per quanto attiene agli aspetti eco­nomici, l’applicazione della convenzione prevista dal can. 520, comma secondo, per le Parrocchie affidate ai Religiosi;
  4. Esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione;
  5. Curare l’aggiornamento annuale dello stato pa­trimoniale della Parrocchia, il deposito dei relativi atti e documenti presso il Vicariato di Roma (can. 1284, § 2, n. 9) e l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali”.

Art. 3 – La sua composizione: “Il C.P.A.E. è composto dal Parroco, che di diritto ne è il Presidente, dai Vicari parrocchiali e da almeno tre fedeli laici, nominati dal Parroco, sentito il parere del Consiglio Pastorale o, in sua mancanza, di persone mature e prudenti; i consi­glieri devono essere eminenti per integrità morale, atti­vamente inseriti nella vita parrocchiale. capaci di valu­tare le scelte economiche con spirito ecclesiale e possi­bilmente esperti in diritto o in economia. I loro nomi­nativi devono essere comunicati all’Ordinario almeno quindici giorni prima del loro insediamento.

I membri del C.P.A.E. durano in carica tre anni e il loro mandato può essere rinnovato.

Per la durata del loro mandato i consiglieri non possono essere revocati se non per gravi e documentati motivi, riconosciuti a giudizio insindacabile dell’Ordinario”.

Art. 4 – Incompatibilità: “Non possono essere nominati membri del C.P.A.E. i congiunti del Parroco fino al quarto grado di consanguineità o di affinità e quanti hanno in essere rapporti economici con la Par­rocchia”.

Art. 5 – Compiti del Presidente: “Spetta al Pre­sidente:

  1. La convocazione e la presidenza del C.P.A.E.;
  2. La fissazione dell’ordine del giorno di ciascuna riunione;
  3. La presidenza delle riunioni;
  4. La designazione del Segretario”.

Art. 6 – Compiti del Consiglio: “Il C.P.A.E. ha funzione consultiva, non deliberativa. in esso tuttavia sì esprime la collaborazione responsabile dei fedeli nella gestione amministrativa della Parrocchia in conformità al can. 212, § 3. Il Parroco ne ricercherà e ne ascolterà attentamente il parere, non se ne disco­sterà se non per gravi motivi e ne userà ordinariamente come valido strumento per l’Amministrazione della Parrocchia.

Ferma resta, in ogni caso, la legale rappresentanza della Parrocchia, che in tutti i negozi giuridici spetta al Parroco, il quale è amministratore di tutti i beni par­rocchiali a norma del can. 532”.

Art. 7 – Riunioni del Consiglio: “Il C.P.A.E. si riunisce almeno una volta al quadrimestre, nonché ogni volta che il Parroco lo riterrà opportuno, o che ne sia fatta a quest’ultimo richiesta da almeno due mem­bri del Consiglio.

Alle riunioni del C.P.A.E. potranno partecipare ove necessario, su invito del Presidente, anche altre persone in qualità di esperti.

Ogni consigliere ha facoltà di far mettere a verba­le tutte le osservazioni che ritiene opportuno fare”.

Art. 8 – Vacanza di seggi nel Consiglio: “Nei casi di morte, di dimissione, di revoca, o di permanen­te invalidità di uno o più membri del C.P.A.E., il Par­roco provvede, entro quindici giorni, a nominare i so­stituti. I consiglieri così nominati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio stesso e possono essere confermati alla successiva scadenza”.

Art. 9 – Esercizio: “L’esercizio finanziario della Parrocchia va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Alla fine di ciascun esercizio, e comunque entro il 31 marzo successivo, il bilancio consuntivo, debita­mente firmato dai membri del Consiglio, sarà sottopo­sto al Parroco e al Vescovo diocesano”.

Art. 10 – Informazioni alla comunità Parroc­chiale: “Il C.P.A.E. presenta annualmente al Consiglio Pastorale parrocchiale e alla comunità parrocchiale il rendiconto sulla utilizzazione delle offerte ricevute dai fedeli (can. 1287), indicando anche le opportune ini­ziative per l’incremento delle risorse necessarie per la realizzazione delle attività pastorali e per il sostenta­mento del clero parrocchiale”.

Art. 11 – Validità delle sedute e verbalizzazione: “Per la validità delle riunioni del Consiglio è necessaria la presenza della maggioranza dei Consiglieri.

I verbali del Consiglio, redatti su apposito regi­stro, devono portare la sottoscrizione del Parroco e del Segretario del Consiglio stesso, e debbono essere ap­provati nella seduta successiva”.

Art. 12 – Rinvio a norme generali: “Per tutto quanto contemplato nel presente Regolamento, si ap­plicheranno le norme del diritto canonico”.