Sede: Lurago Marinone (Como)

Intestazioni: Parrocchia di S. Giorgio, Lurago Marinone (Como), sec. XVI -, SIUSA

Dedicazione: 1 agosto

Cenni Storici

Parrocchia della diocesi di Milano. La chiesa di San Giorgio di Lurago è attestata come “capella” alla fine del XIV secolo nella pieve di Appiano e come “rettoria” nel 1564, sempre nella pieve di Appiano. Tra XVI e XVIII secolo, la parrocchia di San Giorgio di Lurago Marinone è costantemente ricordata negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi di Milano e dai delegati arcivescovili nella pieve di Appiano. Nel 1747, durante la visita pastorale dell’arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, il clero nella parrocchia di San Giorgio di Lurago Marinone era costituito dal parroco e da due altri sacerdoti residenti; per il popolo era istituita la scuola della dottrina cristiana; nella parrocchiale era costituita la confraternita del Santissimo Sacramento, eretta dall’arcivescovo Carlo Borromeo nel 1584 e unita il 25 giugno 1605 alla società del Santissimo Rosario. Nel territorio della parrocchia, oltre alla chiesa di San Giorgio, esisteva la chiesa, già parrocchiale, di San Giorgio, costruita agli inizi del XV secolo. Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di San Giorgio di Lurago Marinone possedeva fondi per 311.8 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 490. Nella coeva tabella delle parrocchie della città e diocesi di Milano, la rendita netta della parrocchia di Lurago Marinone assommava a lire 974.3.3; la nomina del titolare del beneficio parrocchiale spettava all’ordinario. Nel 1901, all’epoca della prima visita pastorale dell’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari nella pieve e vicariato di Appiano, il reddito netto del beneficio parrocchiale assommava a lire 1300; il clero era costituito dal parroco. Il numero dei parrocchiani non fu rilevato; le frazioni erano Cassina San Giorgio, Giandana e Moretta, Cassina Ermenegilda; nel territorio parrocchiale esisteva la chiesa di San Giorgio martire; nella chiesa parrocchiale era eretta la confraternita del Santissimo Sacramento, istituita da San Carlo, la pia unione delle Figlie di Maria; era attiva inoltre l’Associazione cattolica di San Valentino, fondata nel 1896. La parrocchia era di nomina arcivescovile. Nel XIX e XX secolo, la parrocchia di San Giorgio martire è sempre stata inserita nella pieve e vicariato foraneo di Appiano Gentile, nella regione III, fino alla revisione della struttura territoriale della diocesi, attuata tra il 1971 e il 1972, quando fu attribuita al nuovo vicariato foraneo e poi decanato di Appiano Gentile, nella zona pastorale II di Varese.

Notizie tratte da: “Civita, Le istituzione storiche del territorio lombardo, le istituzioni ecclesiastiche – XIII – XX secolo, Diocesi di Milano”, Regione Lombardia, Culture, Identità ed Autonomie della Lombardia, Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di scienze storiche e geografiche “Carlo M. Cipolla”, Arcidiocesi di Milano, Archivio storico diocesano, Milano, marzo 2002.

S. Valentino Martire

IMG_3196_2Chi fosse S. Vdentino, precisamente non si sa; subì la sorte di migliaia di martiri sacrificati per Cristo, dei quali
fu impossibile raccogliere notizie e segnarne gli atti perché la violenza della persecuzione e le numerosissime esecuzioni
neppure lasciarono il bene di ricordarne il nome. Del nostro Santo però non fu perduto il nome, come fu dimenticata la storia, perché scolpito sul marmo del sepolcro donde fu levato il corpo benedetto. Riposava Egli nella catacomba di Priscilla; l’ampolla del sangue giacente ai suoi piedi era sicurezza del subito martirio, come lo attesta Benedetto XIV nel suo Bollario e decreta la Sacra Congregazione delle Indulgenze e Reliquie in data 10 Aprile 1668.
Nel Martirologio Milanese di Pietro Paolo Rusca Sacerdote oblato, stampato in Milano l’anno 1695, così si legge sotto il dì 14 Febbraio:

“Item Romae ulterius Sancti Valentini Martiris, cuius corpus Luragi Marinoni
conservatur”

Così pure a Roma si commemora S. Valentino Martire, il di cui santo Corpo riposa a Lurago Marinone.

Da ciò certamente si deduce che il nostro Santo non é dei così detti santi battezzati; che un tempo dovevano conoscere le sue gesta ed i suoi atti, che doveva essersi distinto o per meriti di santità o per atrocità e costanza di martirio. Né solo a Roma si ha memoria e divozione di S. Valentino Martire.
Persino a Londra lo si festeggia e la sua Festa ha consacrato un uso del quale non si conosce l’origine e l’epoca, ma che deve certamente radicarsi e connettersi con qualche episodio della vita del Santo. Il 14 Febbraio avviene in Inghilterra ciò che da noi accade nelle Feste Natalizie e nel Capo d’anno. I cartolai mettono in mostra ogni sorta di auguri dal prezzo di un penny fino a dieci ghinee (250 lire): tutti s’affannano a acquistarne per augurare felicita ai parenti, agli amici, alle persone care. Il giorno di S. Valentino, Valentine’s day, l’amministrazione della Posta è costretta a prendere in servizio provvisorio un numero ingente di fattorini, che carichi di sacchi di Valentine si spargono per la città a distribuire buoni auguri.