La celebrazione della Messa domenicale è il momento centrale della vita della comunità.

L’Eucaristia è un avvenimento meraviglioso nel quale Gesù Cristo, nostra vita, si fa presente. Partecipare alla Messa «è vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice del Signore. È una teofania: il Signore si fa presente sull’altare per essere offerto al Padre per la salvezza del mondo» (Omelia nella S. Messa, Casa S. Marta, 10 febbraio 2014).

Il Signore è lì con noi, presente. E’ nella Messa che noi ascoltiamo la parola di Dio, ci comunichiamo al corpo di Cristo e riceviamo la forza di costruire il regno di Dio, in obbedienza all’insegnamento di Gesù, portando/realizzando la Sua Parola nella nostra vita.

Ebbene a questo ”avvenimento meraviglioso” noi spesso non dedichiamo la dovuta cura e non ne percepiamo il dinamismo. La celebrazione della Messa è composta da diverse parti e prevede diversi ruoli e tutti concorrono per una buona celebrazione. Qui vorrei porre ora l’attenzione su uno di questi servizi: il Lettore. La presenza del lettore è importante e la sua figura è qualificante perché con la liturgia della Parola , attraverso la proclamazione e l’ascolto delle Sacre Scritture, la comunità dei credenti riceve la rivelazione divina, incontra il Signore Gesù e, nutrendosi della sua parola, grazie all’azione dello Spirito Santo, impara a conformarsi al suo pensiero. Nelle nostre comunità non è raro però recuperare dei lettori all’ultimo momento, ascoltare letture frettolose, imprecise.

Papa Francesco, in questi mesi, sta dedicando un ciclo di catechesi alla Messa, e parlando a proposito della Parola di Dio ricorda che:

“Quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura, Dio stesso parla al suo popolo, Cristo, presente nella parola, annunzia il Vangelo”. “Le pagine della Bibbia cessano di essere uno scritto per diventare parola viva, pronunciata da Dio. E’ Dio che, tramite la persona che legge, ci parla e interpella noi che ascoltiamo con fede.” “ Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.”( Mt.4,4 ) è la risposta di Gesù al tentatore nel vangelo della prima domenica di Quaresima.

La parola che esce dalla bocca di Dio è dunque quella che ascoltiamo ogni domenica dalla voce del lettore. Prestare la voce a Dio potrebbe far venire le vertigini a chi svolge questo servizio. Non so se è proprio così.

Il servizio del lettore, esprime quindi una ministerialità nella celebrazione, ed è per questo, come dice il Papa: servono buoni lettori, che si preparino facciano la prova prima della Messa, per leggere bene.

Nell’ascolto della Parola siamo invitati ad una relazione con Dio, Dio con la sua Parola ci provoca, ci chiede di non arrenderci, di non smettere mai la ricerca della felicità, seguendo l’esempio di suo Figlio, cercando di non farci mai scoraggiare dalle insidie, dalle fatiche e dalle sofferenze della vita, di non lasciarci rubare la speranza (Evangelii Gaudium).

La relazione che Dio vuole con noi è ben espressa nel 1° capitolo della Dei Verbum, (costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II):…il Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli e ammetterli alla comunione con Sé.

Il lettore è posto a servizio di questo dialogo d’amore tra Dio e il suo popolo e tutto ciò che compie deve tendere a favorire questo interscambio. Proclamare la Parola di Dio non è quindi cosa da poco. A tale scopo, si è organizzato un corso che aiuti i lettori a vivere più in profondità e consapevolezza questo servizio. Si è pensato a tre momenti per meglio costruire un percorso che sia significativo.

Gli incontri

Nel primo incontro affronteremo il tema della Scrittura. La Parola di Dio si è fatta sentire concretamente in una storia che ci precede e che narra il progetto che Dio ha per l’uomo in Gesù.

«Il dialogo ha inizio con la prima lettura. Dio prende la parola e, per il tramite del lettore, fa giungere oggi all’orecchio, alla mente e al cuore dei fedeli ciò che un tempo aveva comunicato a Israele per il tramite di Mosè (la Legge) e dei profeti.»

(Corso lettori, Arcidiocesi di Milano)

Nel secondo incontriamo un liturgista, che ci aiuterà a comprendere come questo progetto di Dio si costruisce e si realizza in modo speciale e privilegiato nella celebrazione dell’Eucaristia.

«Le letture scelte dalla Sacra Scrittura con i canti che le accompagnano, costituiscono la parte principale della liturgia della parola.»

(Corso lettori, Arcidiocesi di Milano)

Nel terzo momento incontreremo una figura che ci aiuterà a conoscere lo strumento del corpo e della voce per svolgere al meglio il compito di proclamare la Parola di Dio.

“Proclamare”, infatti, non significa solo “leggere ad alta voce”, ma rivolgere la parola a qualcuno in nome del Signore.

(Corso lettori, Arcidiocesi di Milano)

Papa Francesco, in maniera molto efficace, descrive l’importanza dell’ascolto e il dinamismo della Parola di Dio : «La Parola di Dio fa un cammino dentro di noi. La ascoltiamo con le orecchie e passa al cuore; non rimane nelle orecchie, deve passare al cuore; e dal cuore passa alle mani, alle opere buone.»

Questo è il percorso che fa la Parola di Dio: entra dalle orecchie, passa al cuore e giunge alle mani.