Proposte

Basta un solo ramo di ulivo

In un anno così particolare la diocesi propone il gesto degli ulivi ad inizio ottobre. Don Mario, con la sua riflessione, ci aiuta a rivalutare questo gesto trovando un significato anche al di fuori del contesto pasquale.

di

don Mario MAGGIONI

Amministratore Parrocchiale

In questa domenica (4 ottobre) il nostro vescovo ci chiede di rinnovare il segno dell’ulivo … che strano!  Non più a Pasqua (almeno per quest’anno) ma ad ottobre quando gli ulivi stanno facendo maturare le olive. Che bello l’olio è l’unzione della consacrazione, della missione, del servizio.

Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo semplicemente servi. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

(Lc 17, 7-10)

La colomba di Noè portò il ramoscello di ulivo senza chiedere il conto: fu felice di annunciare un tempo nuovo. Così vogliamo stare ed essere nella comunità: servi pronti a servire. Ecco un testo molto bello di E. Hillesum (prigioniera nei campi di sterminio):

“Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani – ma anche questo richiede una certa esperienza. Ogni giorno ha la sua parte. Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. […] E quasi ad ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi.”

In questa settimana preghiamo con questa invocazione di Papa Francesco sulla nostra amata terra che ci chiede di essere custodita, perché l’ulivo non ci venga a mancare. E soprattutto l’olio dell’amicizia continui a condire la nostra vita.

Dio Onnipotente, che sei presente in tutto l’universo e nella più piccola delle tue creature, Tu che circondi con la tua tenerezza tutto quanto esiste, riversa in noi la forza del tuo amore affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza. Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle senza nuocere a nessuno. O Dio dei poveri, aiutaci a riscattare gli abbandonati e i dimenticati di questa terra che tanto valgono ai tuoi occhi. Risana la nostra vita, affinché proteggiamo il mondo e non lo deprediamo, affinché seminiamo bellezza e non inquinamento e distruzione. Tocca i cuori di quanti cercano solo vantaggi a spese dei poveri e della terra. Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa, a contemplare con stupore, a riconoscere che siamo profondamente uniti con tutte le creature nel nostro cammino verso la tua luce infinita. Grazie perché sei con noi tutti i giorni. Sostienici, per favore, nella nostra lotta per la giustizia, l’amore e la pace. Amen.

Pubblicato venerdì 2 Ottobre 2020
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