Solennità dell'Incarnazione

Domenica 17 dicembre 2017 la chiesa ambrosiana celebra la Solennità dell’Incarnazione. Il commento di Don Luigi Galli che ci invita a prepararci alla celebrazione del S. Natale.
Lettura del Vangelo secondo Luca (1,26-38a)
In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò  colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

 

Dalla Parola alla vita

Il rischio di fronte a pagine come questa è di leggerle quasi per abitudine pensando che non abbiano nulla di nuovo da dire. Sappiamo che non è così; ma che fare per evitarlo?
Il Natale è alle porte e non possiamo correre il rischio di dare tutto per scontato; per prima cosa è necessario amare questo Vangelo e pensare che è scritto per me: è come una lettera d’amore, misteriosa e inaspettata, che voglio leggere e rileggere quasi per spremere tutte le meraviglie e i segreti che essa contiene.
Il Vangelo dell’Annunciazione svela il Mistero dell’Incarnazione; Luca racconta il modo con cui Maria ha preso coscienza della sua vocazione di essere la Madre di Dio: è un evento straordinario; il corpo di Maria nutre e fa crescere, giorno dopo giorno, il corpicino di un bimbo che è l’Emmanuele. Questo bimbo è Dio e Dio è questo bimbo per cui Maria, madre di questo bimbo, è Madre di Dio.
Tutto ciò è incredibile e davvero incredibile sarebbe se non ci venisse detto chi è il protagonista di questo evento unico e straordinario: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra»; senza lo Spirito del Padre, che è Amore eterno e Onnipotente, nulla di cristiano sarebbe possibile.
Questa, infatti, è la verità racchiusa nel Mistero del Natale: l’umanità di Gesù è frutto della Grazia dello Spirito Santo; da Maria impariamo che lo Spirito rende possibile a Dio ciò che è assolutamente impossibile per l’uomo. Lo Spirito “fa” Gesù: senza la sua azione Gesù non esisterebbe e noi non conosceremmo il volto umano di Dio.
Ma c’è un altro sorprendente Mistero: l’Amore Onnipotente, che ha “fatto” in Maria il corpo di Gesù, in questi giorni santi compie dentro di noi la stessa opera misteriosa; noi siamo come Maria perché anche per noi è pronto un Figlio.
Giovanni Papini ebbe a dire del Natale: «Cosa importa se anche Gesù nascesse mille volte a Betlemme ma non dovesse nascere neppure una volta nel tuo cuore?». Il cristiano è chiamato come Maria a “dare carne” a Gesù.
A pochi giorni dal Natale la liturgia ambrosiana contempla la maternità di Maria ma insieme ci invita a guardare dentro noi stessi perché si compia, per grazia, il miracolo dello Spirito che fa nascere Gesù in noi: è una meraviglia, grande come la maternità di Maria.
Noi siamo pieni di gioia guardando alla divina maternità di Maria, ma subito dobbiamo sapere che, se accogliamo con fede la grazia del Natale, anche in noi inizia una profonda e commovente assimilazione a Gesù. Maria conosce questo mistero e per questo a lei chiediamo di aiutarci a vivere la nascita misteriosa di Gesù nel nostro cuore.
Abbiamo bisogno della preghiera silenziosa che, come per Maria, ci faccia coscienti di ciò che, infallibilmente, lo Spirito sta compiendo dentro di noi. Soltanto così capiremo il senso del Natale, e, allora, il Natale celebrato dalla Chiesa sarà il anche il “nostro” Natale. Gesù disse a Nicodemo: «In verità, in verità io ti dico se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio». Così sia, in questo Natale, anche per noi e per i nostri cari.
 
Commento di don Luigi Galli, Famiglia Cristiana, 18 dicembre 2014

Pubblicato domenica 10 Dicembre 2017
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