Quest’anno al pellegrinaggio diocesano dei preadolescenti ad Assisi, in programma dal 29 aprile all’1 maggio, parteciperà l’arcivescovo, monsignor Mario Delpini, che presiederà una Santa Messa in Santa Maria degli Angeli, presso la Porziuncola, lunedì 30 aprile, alle 9.30.

Sono circa duemila i partecipanti e molti sono i gruppi di preadolescenti che già negli scorsi anni hanno aderito alla proposta del pellegrinaggio diocesano ad Assisi. Una meta altamente simbolica, caratterizzata da due momenti comuni: oltre alla celebrazione eucaristica vissuta insieme all’arcivescovo in rito ambrosiano, ci sarà una festa di accoglienza e testimonianza presso il sagrato e la basilica di Santa Maria degli Angeli che si terrà domenica 29 aprile, dalle 17.15 alle 20.30. Ogni gruppo organizzerà in autonomia il viaggio, il vitto e l’alloggio, il programma delle giornate, facendo riferimento alle tappe comuni da vivere insieme come occasione straordinaria per ritrovarsi insieme ed essere un bellissimo segno di Chiesa.

A ogni luogo i gruppi possono associare un tema che si riferisce alla vita cristiana, incarnata nell’esperienza quotidiana dei ragazzi. Così, per esempio, l’Eremo delle carceri può richiamare la dimensione della preghiera quotidiana dei ragazzi, la chiesa di San Damiano la scelta vocazionale di ciascuno, la Porziuncola l’immagine della «perfetta letizia» e quindi della gioia, e la basilica di San Francesco, che contiene le reliquie del santo, il riferimento alla morte e alla risurrezione.

Chi parteciperà al pellegrinaggio ad Assisi respirerà la spiritualità francescana, andando alla sua origine, e gustando la gioia e l’entusiasmo di chi evangelizza seguendo le orme di san Francesco oggi. Crescendo i ragazzi sentono la necessità di sperimentare sulla propria pelle quanto è stato loro raccontato, di vivere esperienze forti, che possano lasciare il segno, donando l’entusiasmo e la gioia per affrontare la quotidianità del cammino di fede con un diverso spirito. Il pellegrinaggio ha grande importanza all’interno dell’itinerario di accompagnamento dei «preado» perché diventa per loro motivo per vivere in autonomia alcuni gesti che mettono in gioco la fede personale e la capacità di vivere l’amicizia e le relazioni e sentirsi anche parte della Chiesa universale, a contatto con nuove realtà che non sono abituali nelle esperienze dei ragazzi. I ragazzi possono in questo caso vivere l’esemplarità di un santo come san Francesco di Assisi, sperimentando anche le fatiche di un viaggio, dell’essere per un po’ distanti dai genitori e imparare a stare in gruppo in modo continuativo, vivendo un’esperienza formativa insieme agli altri. Per questo la modalità dei pellegrinaggi – oltre ad Assisi si pensi agli eventi emblematici e tradizionali a Roma e al Sacro Monte di Varese il prossimo 12 maggio -, si inserisce pienamente nel cammino di fede che può essere proprio dei preadolescenti.